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Il Mercato del Libro

La Nascita del Mercato Librario

Edicole, supermercati, musei, ristoranti ed uffici postali sono soltanto alcuni dei luoghi in cui possiamo trovare libri, oggetti d'uso, presenze quotidiane nelle nostre vite di uomini e donne del Duemila ed opere pressoché irraggiungibili solo pochi secoli fa.

Il 1445 è un anno fondamentale per il mondo dei libri, l'anno in cui l'invenzione della stampa a caratteri mobili da parte del tedesco Johann Gutenberg ha dato il via alla diffusione del libro e all'affermazione di un mercato librario moderno.

Fino ad allora la diffusione delle poche edizioni vendute al pubblico era, infatti, rimessa alla volontà dei monaci amanuensi, che hanno preservato parte del secolare patrimonio culturale con la loro paziente opera, e dei librai riuniti in corporazioni dal Tredicesimo secolo.

Il lavoro dei primi librai era però essenzialmente frutto dell'iniziativa personale, diversamente da quello degli editori che compresero la portata della stampa a caratteri mobili. Tra il Cinquecento e il Seicento nacque così l'industria del libro, con editori che differenziarono le pubblicazioni in generi a seconda dei gusti del pubblico progressivamente più ampio e diedero alle stampe opere dei contemporanei accanto a quelle degli autori classici.

Nel Settecento i libri degli autori contemporanei arrivarono a superare nelle vendite quelli dei classici e nell'Ottocento furono molti i casi editoriali, i best-sellers dell'epoca etichettati da alcuni come letteratura di consumo.
Nel nostro paese, ad esempio, trionfarono Le Avventure di Pinocchio di Carlo Collodi e il libro Cuore di Edmondo de Amicis, best-sellers dell'Ottocento e classici dei nostri giorni.

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